Trasformare il Futuro (Studi Strategici Vol. 3) (Italian Edition)

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Era organizzata in gruppi parrocchiali composti, secondo le intenzioni, soprattutto da membri delle associazioni cattoliche e posti alle dirette dipendenze dei parroci locali. Assistenza sanitaria e assistenza in favore degli anziani. Al termine del XIX secolo in Ticino esistevano cinque case di cura, e inoltre un manicomio sorto proprio negli ultimi anni del secolo. Gli annosi dibatti svoltisi nel cantone attorno alla la creazione di altri istituti specializzati non avevano sortito alcun effetto. Per queste ragioni ma anche per una tradizione inveterata farsi curare in un ospedale era considerato sconveniente, ed al ricovero generalmente facevano capo unicamente persone sprovviste di mezzi finanziari.

I progressi della medicina accelerarono, e giunsero in Ticino grazie a nuove generazioni di medici, come i fratelli Vittorino e Alfredo Vella, che per applicare le nuove tecniche mediche e chirurgiche appena apprese richiesero attrezzature e ambienti adatti. In questo panorama, non particolarmente avanzato ma in piena evoluzione, le iniziative caritative cattoliche, soprattutto quelle promosse da congregazioni religiose, trovano molti spazi d'azione e vi si inseriscono prepotentemente e in maniera quasi esplosiva.

La mancanza fino allora di queste strutture, soprattutto quelle per anziani, oltre che all'arretratezza dell'impianto assistenziale nel cantone si ricollega forse ad un ritardo dovuto al concetto di una certa beneficenza laica tenacemente contraria alla costruzioni di istituti di ricovero, per privilegiare ma purtroppo solo sul piano teorico l'assistenza presso famiglie private. Le cause dell'emergenza di questo fenomeno sono molteplici. Inoltre il carattere dell'economia agricola locale nella maggior parte dei casi non permetteva di accantonare risparmi per la vecchiaia.

Occorre d'altra parte aggiungere che l'estensione dell'istituto del ricovero non fu accettata da tutti, e in primo luogo dai ricoverati stessi. L'allontanamento dall'ambiente familiare e la costrizione di vivere in ambienti promiscui, sottoposti a una vita regolamentata, suscitarono molte resistenze. Ma anche sul piano teorico accanto ai sostenitori dell'assistenza a domicilio vi fu chi vedeva nel ricovero una minaccia al senso di famiglia e all'aiuto reciproco. Maria Ausiliatrice.

L'ospedale ricovero ebbe origine da due iniziative assai diverse. La prima riguarda gli edifici che accolsero l'ospedale. Accanto a queste costruzioni, il vicario foraneo di Blenio don G. Battista Martinoli aveva fatto costruire un secondo edificio destinato nelle sue intenzioni come luogo dove passare la propria quiescenza.

La seconda iniziativa riguarda la vera e propria fondazione dell'ospedale. Le suore si dichiararono disposte ad assumere l'impegno. Contava 16 letti 49 , aveva indirizzo cattolico dichiarato ma era aperto a tutti senza distinzione, e aveva una gestione autonoma, staccata dall'Unione Apostolica del Clero. Era destinato a svolgere le funzioni di ospedale e di ricovero sia per laici che per sacerdoti soprattutto provenienti dai ceti poveri. La struttura assistenziale, assai semplice, quasi primitiva, ebbe un immediato riscontro. Nel si estese in un edificio attiguo, ma le domande di ricovero eccedevano ancora il numero di posti disponibili.


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  • Nel quindi, malgrado in notevole impegno finanziario, si procedette ad un ampliamento e i posti letto vennero portati a 35, numero ritenuto assai rilevante. Nel il ricovero ospedale contava 15 infermi e 27 ricoverati. Negli anni 23, e poi ancora nel si procedette ad ulteriori ampliamenti. Nel vi sono impiegate 8 suore. Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, nei primi anni l'ospedale offriva un servizio di poco superiore a quello di un medico condotto. Alla direzione del ricovero vennero chiamate le Figlie di Santa Maria della Provvidenza, che presero possesso dell'edificio nell'aprile del Venne diviso in due sezioni separate, maschile e femminile.

    Il Praeventorium di Bombinasco frazione di Curio , tipica istituzione anche nel nome del periodo tra le due guerre mondiali, non era una istituzione diocesana, ma era una filiale dell'Opera serafica di Soletta. Aperto nel accoglieva bambini gracili di Soletta, Argovia e Berna. Il ricovero di Capolago ebbe origine da una donazione effettuata dal Franceschina Maderni vedova Rossi, madre del Consiglie re di Stato Luigi Rossi che, come noto cade vittima della Rivoluzione del L'assistenza fu assunta dalle Figlie di Santa Maria della Provvidenza.

    Sorse a seguito di un lascito testamentario di Giuseppe Rossi di Castelrotto, morto il 16 gennaio In un secondo tempo in un edificio apposito venne creato un ricovero, basato su un'altra fondazione. Nel risultavano presenti 6 suore, che successiva mente aumentarono di numero. Pietro, Ricovero Don Guanella.

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    Il ricovero femminile di Castel S. Pietro venne aperto nel 54 dalle Figlie di S. Maria della Provvidenza di Como. Esso successivamente accolse anche un salone destinato ad Esercizi Spirituali e a riunioni dell'Azione cattolica. Nel nel ricovero erano impiegate 4 suore. Secondo un accenno fatto da Mons. L'ospedale ricovero venne fondato nel per iniziativa del clero leventinese. Fu la prima iniziativa benefica appoggiata dal vescovo Bacciarini. La gestione venne affidata alle Suore Insegnati di Santa. Nel contava 8 suore. L'iniziativa dell'ospedale S. Fu uno dei pochi casi per l'epoca di un netto conflitto tra un'iniziativa cattolica ed una laica Il ricovero sorse nel per iniziativa di don Marcellino Sciaroni.

    Era assistito dalle Suore infermiere di Santa Croce di Ingenbohl. Promotore dell'iniziativa fu il parroco di Gordola don Giovanni Guggia 59 che aveva tratto il primo stimolo dalle esperienze vissute in parrocchia durante la grippe del Contemporaneamente si dette da fare per la costruzione di un vero ricovero. In meno di due anni, grazie anche all'apporto finanziario dell'emigrazione verzaschese, il ricovero venne costruito.

    L'inaugurazione avvenne il 17 ottobre Nel esso ospitava 34 anziani, e quattro suore vi prestavano servizio. Le crescenti richieste di ricovero portarono negli anni alla costruzione di una nuova ala con la struttura a "Solarium". Le suore di Ingenbohl, che dal ricovero provvisorio erano passate al nuovo istituto, prestarono assistenza fino al , quando furono sostituite dalle Piccole Figlie dei SS.

    Cuori di Parma. Il testatore venne a mancare il 2 gennaio Otto mesi dopo, sotto l'impulso di don Stefano Calzascia, dopo lavori di sistemazione degli stabili il ricovero che comprendeva anche alcune strutture sanitarie venne inaugurato. Negli stessi stabili venne pure aperto un asilo infantile. L'assistenza venne assunta dalle Suore Insegnati di Santa Croce di Menzingen, che nel erano presenti con 3 suore.

    Le Suore di S. Chiara aprirono la clinica omonima a Locarno durante l'episcopato di Mons. Bacciarini Il ricovero di Loco venne fondato nel su iniziativa di don Cesare Nottaris. L'assistenza venne affidata alle Suore della S. Famiglia di Castelletto. Nel contava 3 suore e 9 posti occupati. Le notizie sulla sua fondazione sono in parte contraddittorie.

    Secondo mons. Giuseppe Antognini invece 64 l'iniziativa fu promossa nei primi mesi del dal vescovo Vincenzo Molo, il quale "avendo constatato il bisogno di avere in Lugano una casa ospitaliera privata, diretta da religiose, le quali si prestassero anche per l'assistenza degli infermi a domicilio, specie se poveri, e non potendo, per mancanza di personale, combinare la cosa con alcune Congregazioni svizzere" si rivolse alle suore di Como. Quale sede della clinica Mons. Dopo trattative non facili, le suore acconsentirono ad aprire la clinica, e il 25 giugno 3 suore entrarono nell'edificio riadattato ed ampliato.

    A, formata in gran parte da signori luganesi. Artefice dell'operazione fu Mons. Giuseppe Antognini. Negli anni 21 si procedette a nuovi ampliamenti. Nel contava 22 suore.

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    Nel la clinica, dal primo nucleo di 10 letti, era ormai passata a 60 camere con 70 letti. Nel si aggiunse una nuova ala, e un ulteriore prolungamento nel per avere nuove sale operatorie. Il legatario, avv. Molo, il quale il 27 novembre diede compimento all'opera con la costituzione del Consiglio di amministrazione. Nel fu aperto in una stanza del ricovero un piccolo Asilo custodia, e annesso a lui, un piccolo Oratorio domenicale. Nel contava 3 suore e 18 posti occupati. Nel don Luigi Guanella accettava in via di principio l'offerta fatta dal Comune e dalla Parrocchia di Maggia di rilevare ed utilizzare l'antico Beneficio Martinelli per aprire in paese un ricovero L'assistenza era stata assunta dalle suore Figlie di Santa Maria della Provvidenza, che diressero anche l'asilo S.

    Nel erano presenti 10 suore. La fondazione relativa venne creata nel mese di ottobre si procedette immediatamente all'acquisto dell'edificio e all'apertura del ricovero senza particolari cerimonie. Nel l'edificio del ricovero venne interamente ristrutturato. Nel il ricovero, che aveva posto per 20 persone, era assistito da 4 suore.

    La prima pietra dell'edificio venne posta il 25 maggio , e lo stesso fu inaugurato il 31 maggio Successivamente il carattere sanitario dell'Istituto venne ulteriormente sviluppato. Il 7 luglio gli scopi della fondazione venivano mutati, comprendendo l'esercizio di un ospedale, di un ricovero e di un preventorio per la lotta antitubercolare. L'istituto conobbe ampliamenti nel e negli anni Con l'ampliamento delle strutture sanitarie, l'Opera Charitas perse in parte il carattere regionale, per assumere quello di casa di cura generale grazie anche all'accordo con casse malattie d'oltralpe.

    Venne aperta nel 72 con l'incoraggia mento del vescovo Bacciarini. Il Ricovero di Stabio sorse nel per iniziativa privata di Pietro Realini, Cavaliere Pontificio, interessante e discussa figura di notabile e industriale locale. Il ricovero era considerato opera cattolica. Ricovero Ospedale S. Nel la fondazione per il ricovero distrettuale di Tesserete era fallita Il prevosto di Tesserete don Modini e il canonico Quadri intervennero presso il vescovo diocesano mons.

    Maria della Provvidenza di rilevare l'istituto, e le suore accettarono. L'istituzione ebbe come origine l'opera intrapresa dalla Superiora dell'Ospedale S. Giovanni di Bellinzona suor Invernizzi, che fino dal aveva iniziato in forma privata un Nido d'Infanzia destinato ad accogliere i bambini nati presso l'ospedale da madri ammalate o nubili Nel l'ing. Per l'infanzia abbandonata intendo i bambini poveri, orfani, od abbandonati dai loro genitori, ed anche quelli che per miseria o disgraziate condizioni dei genitori si trovassero esposti a sofferenza o pericoli". Il 27 agosto il Ricovero venne aperto in un edificio dei von Mentlen, in piazza Indipendenza.

    Al loro posto operarono le Suore insegnanti di S. Nel il Ricovero ebbe una sede estiva in Leventina, a Rodi. La Fondazione Maghetti di Lugano ebbe origine da due distinti lasciti testamentari, di Angiolina Pizzagalli n. Maghetti e dei suoi genitori Antonio Maria e Maddalena Maghetti Il canonico Torricelli procedette quindi alla creazione negli stabili appartenuti ai Maghetti dapprima di un collegio per l'educazione delle fanciulle, che venne affidato alle Dame del Sacro Cuore, e successivamente di un orfanotrofio destinato ai fanciulli del Comune di Lugano ed affidato ai Somaschi di San Gerolamo Nel frattempo l'assistenza degli orfani era passata alle suore Vincenzine del Beato Cottolengo Angelo Jelmini, il quale divenne presidente dell'Opera.

    Nel Mons. Jelmini, per dare un nuovo assetto agli stabili Maghetti di Lugano, prese la decisione di trasferire l'orfanotrofio nella villa Turconi di Loverciano Castel S. Alla villa venne aggiunta una colonia agricola destinata agli orfani. Prende il nome da Antonia Vanoni di Lugano la quale nel aveva cominciato ad ospitare nella propria abitazione di Via Nassa un piccolo orfanotrofio femminile Prese il suo nome dai fondatori, i coniugi Arnaboldi, i quali desiderarono creare un istituzione che assistesse quelle madri che, per ragioni di lavoro o sociali, non potevano prendersi cura dei propri fanciulli.

    Nel infatti l'Amministratore apostolico del Ticino mons. Eugenio Lachat aveva fondato a Locarno un istituto di educazione Istituto S. Eugenio e lo aveva affidato alle Suore di Santa Croce di Ingenbohl Vennero iniziati i lavori per la costruzione di un edificio apposito, e contemporaneamente due suore vennero inviate presso le Suore Canossiane di Como per essere formate a questo particolare compito educativo.

    L'Istituto venne ufficialmente aperto nel settembre del Negli anni l'Opera internazionale per la protezione della giovane aveva trovato diffusione anche in Ticino. Una delle sue realizzazioni fu la creazione di due pensionati, a Lugano e Locarno, avvenuta all'epoca dell'episcopato di mons. Croce di Cham L'idea della creazione di un Sanatorio per bambini venne al vescovo Mons.

    Bacciarini durante i suoi soggiorni per malattia a Davos, considerando il fatto che non esisteva un sanatorio per bambini nel Ticino, e quindi essi dovevano venire ricoverati fuori dal Cantone. Il progetto prese corpo a partire dal L' 8 maggio venne costituita un'apposita fondazione.

    In quell'anno si effettuarono i lavori preliminari, mentre la costruzione dell'edificio fu iniziata nel giugno del L'apertura dell'istituto avvenne il 15 settembre , e quasi subito esso accolse una cinquantina di bambini. La direzione e l'assistenza vennero affidate alle Suore di S. Anna di Lucerna, che vi occupavano dieci suore oltre al personale laico. Vitale, Istituto S. Pietro Canisio. Una delle soluzioni adottate era stata quella di inviare, fin dal , i "corrigendi" nell'Istituto del Sonnenberg, che si trovava nel Canton Lucerna e che era stato costruito anche con il contributo del Ticino.

    Fu monsignor Aurelio Bacciarini che, ponendosi il problema fin dai primissimi tempi della sua entrata in diocesi, diede alla questione una soluzione in ambito locale Il Vescovo fece un altro tentativo nel Nelle sue intenzioni lo Stato avrebbe dovuto contribuire all'istituto garantendo un certo numero di borse di studio per il mantenimento degli assistiti.

    La svolta avvenne due anni dopo quando, a seguito di fallimento, l'edificio di quello che era stato il Collegio internazionale Baragiola di Riva S. Vitale venne posto in vendita. L'istituto accoglieva ragazzi dagli 8 ai 16 anni ai quali forniva l'istruzione di scuola elementare e maggiore, ed una formazione professionale di sarto, falegname o calzolaio.

    Lo stesso vescovo mons. Bacciarini, quando era ancora parroco ad Arzo, era giunto vicino alla realizzazione di un laboratorio parrocchiale con l'appoggio di don Guanella Una certa attenzione vene pure dedicata dagli ambienti cattolici alla formazione professionale dei giovani. Alcuni decenni dopo Mons. Vitale, nei quali era prevista una sezione di formazione professionale Giuseppe e maglieria. Quest'opera cattolica venne fondata da don Giuseppe Ferregutti.

    Vi si fabbricavano "lavori in ferro battuto [per chiese], indoratura, argentatura, nichelatura, ramatura di qualunque oggetto sacro e profano, termofori ferri da stiro ecc. Il laboratorio della Misericordia venne creato attorno al grazie a un lascito di Suor Luigia Trezzini, con lo scopo di impiegare in lavori di ricamo e cucito giovani ragazze senza mezzi Le ragioni di questo modo di agire sono facilmente identificabili. Da una parte stava il ritardo accumulato dal sistema sanitario ed assistenziale cantonale, che rendeva difficile il reperimento di personale sufficientemente formato, soprattutto in ambito infermieristico.

    Dall'altra parte stavano ragioni di evidente convenienza. Le congregazioni religiose, anche se non sempre potevano essere impiegate gratuitamente, comportavano alla gestione finanziaria un onere assai inferiore a quello di un corrispettivo personale laico. Senza contare che in genere la dedizione al lavoro delle suore, essendo motivata da ragioni eminentemente spirituali, era superiore a quella di uno stipendiato. Sull'altro versante, parimenti interessante risulterebbe analizzare l'influenza avuta dal personale religioso all'interno di istituzioni laiche, come pure verificare entro quali termini si svolgeva l'opera di apostolato spirituale condotta dalle suore.

    Nel l'ospedale divenne di pertinenza del Municipio di Bellinzona. Nel la Commissione dell'Ospedale, posta davanti ad un aumento dei ricoveri dovuto all'apertura della ferrovia del S. Gottardo, ottenne dalla Piccola casa della Divina Provvidenza di Torino di poter assumere tre suore del Cottolengo per la cura degli ammalati, che poi aumentarono fino a Il fallimento delle banche ticinesi e lo scoppio della guerra fecero fallire il progetto.

    Nel l'idea riprese in seguito ad una donazione fatta dal prof. Il dono permise ai dirigenti dell'Associazione di aprirvi nell'estate dello stesso anno una casa di cura per bambini gracili affidata alle Suore di Menzingen. Nell'autunno immediatamente seguente le suore con il permesso della propria superiora Sr. Maria Carmela Motta si trattennero a Cevio dove in una casa privata aprirono un piccolo ospedale ricovero con una dozzina di letti. Le suore di Menzingen vi prestarono servizio fino all'inizio degli anni Settanta. Nel erano presenti 12 suore.

    Nel risultavano presenti 15 suore. Le suore di Baldegg partirono poi nel lasciando il posto alle Poverelle del Sac. Palazzolo di Bergamo. Il vecchio e storico ospedale San Carlo di Locarno aveva chiuso per fallimento nel Un nuovo ospedale, molto modesto, venne inaugurato il 23 gennaio grazie all'assistenza prestata da tre suore provenienti dalla Piccola casa della Divina Provvidenza di Torino: fu la prima destinazione che le suore assunsero fuori d'Italia.

    Quale sede venne scelta la Villa Balli in Selva, i cui lavori di trasformazione iniziarono nel Asilo dei ciechi al Ricordone. Solo negli anni Trenta esso venne ripreso, per impulso anche di mons. Il lavori di costruzione vennero effettuati negli anni , e l'anno successivo il ricovero venne aperto con l'assistenza delle Suore Infermiere dell'Addolorata. De Maria. Secondo il Sarinelli nel la "Clinica privata Dr. De Maria" di Lugano era assistita dalle suore di S. Croce di Cham. Lugano, Clinica privata di S. La clinica S. L'assistenza fu affidata alle suore di S.

    Il servizio della Croce Verde di Lugano venne fondato il 3 marzo Le Misericordine restarono in servizio fino al Negli anni tra le due guerre le suore Misericordine di Monza prestarono servizio anche presso il Dispensario antitubercolare di Lugano. Con l'inaugurazione del nuovo ospedale, avvenuta nel , le suore vennero rimandate. A proposito di questa "laicizzazione" Codaghengo menziona un ricorso al Consiglio Federale da parte della "popolazione" di Lugano L'8 gennaio i medici del Civico Ospedale, per ovviare "ai continui cambiamenti nel personale di assistenza Vincenzo di Torino, in numero di La casa penitenziaria di Lugano venne aperta nel In epoca successiva parte dell'assistenza venne affidata alle suore del Cottolengo di Torino.

    Fu la loro terza fondazione in Ticino. Con la costruzione del nuovo Ospedale Civico, l'intero vecchio ospedale venne destinato a ricovero Era caratteristica del Ricovero Comunale di Lugano di assistere sia anziani che fanciulli abbandonati o bisognosi di soccorso. Nel il ricovero impiegava 7 suore. Nel manicomio vennero impiegate le suore Infermiere di Sta. Nel le suore presenti erano 5: una dispensiera, due guardarobiere, due cuciniere.

    Per i servizi di guardaroba e di cucina vennero impiegate le suore di Ingenbohl. Il ricovero venne fondato per testamento di Giuseppe Torriani, morto nel , e fu aperto il 15 marzo Nel le suore presenti erano 3. Aperto nel in seguito a lascito testamentario dell'architetto Giovanni Caccia e della moglie Franceschina Rusca Per contro l'assistenza venne affidata alle Suore della Sacra Famiglia di Castelletto. Nel vi prestavano servizio 8 suore.

    Varie vicissitudini, tra cui lo scoppio della prima guerra mondiale, portarono al fallimento dell'impresa. Nel venne acquistato dallo Stato per essere destinato a sanatorio cantonale. Nel si diede luogo a un primo ampliamento, e pochi anni dopo, nel , vi fu il completo rinnovamento dell'istituto. Per il servizio di infermiere, negli anni si provvide con le infermiere laiche di Friburgo. Nel esse furono sostituite dalle Suore della Santa Croce di Menzingen che rimasero sino al , quando lasciarono il posto alle Suore di Sant'Anna di Lucerna.

    Occorre ricordare che il vescovo Aurelio Bacciarini sostenne in modo particolare la creazione del sanatorio cantonale, appoggiando anche la raccolta di fondi presso i fedeli Anna di Lucerna Il piccolo Ricovero Comunale di Someo, detto anche ospedale ricovero, venne iniziato nel con l'assistenza delle suore guanelliane di Como. Venne parzialmente distrutto dall'alluvione del , e quindi riedificato. Nel contava due suore e 5 posti occupati. L'Associazione pro Ospedale Ricovero capriaschese venne fondata l'8 settembre l'opera dell'Ospedale era iniziata grazie ad una cospicua donazione da parte di un abitante della regione La costituzione di una Fondazione per l'Ospedale Ricovero capriaschese avvenne il 10 gennaio in essa vi figuravano essenzialmente rappresentati dei comuni e dei patriziati della Capriasca.

    L'Ospizio, dovuto all'iniziativa dell'ing. Arnoldo Bettelini, venne aperto nel quale ricovero per fanciulli con carenze fisiche o provenienti da ambienti insani. Secondo il numero unico per il 50 della Diocesi, pubblicato nel , in quell'epoca alcune suore garantivano l'assistenza all'Ospizio A tale scopo si provvide ad acquistare la Villa Blanche al Luganetto, che venne trasformata ed adattata.

    Per l'assistenza ai malati vennero assunte le suore del Cottolengo di Torino, che entrarono il servizio il 15 luglio loro quarta fondazione in Ticino. Oltre ad ostacolare il funzionamento dell'Istituto, questi conflitti causarono il congedo delle suore che furono rinviate nel per dare all'ospedale un'impronta marcatamente laica.

    Don E. Cattori, Ricovero ed assistenza dei Vecchi nel Cantone Ticino. Don Emilio Cattori dal risiedeva nella Curia ricoprendo l'incarico di cancelliere vescovile e, dal , di pro vicario generale. Ebbe un ruolo preminente nell'amministrazione della Diocesi durante l'episcopato di Mons.

    Aurelio Bacciarini. Guida del clero, Lugano, , p. Come riconoscono tutti coloro i quali hanno avuto modo di occuparsi in epoca recente della storia della diocesi di Lugano. Si veda ad esempio quanto afferma F. In questo campo possono essere consultati: Della pubblica assistenza nel Cantone Ticino. Lo studio descrittivo di R. DALESSI, il cui titolo di copertina Evoluzione e sviluppo dei servizi della salute nel Canton Ticino in relazione alla situazione demografica e socio economica cela una ricerca a carattere sociale e riguardante un ambito strettamente regionale.

    Memorie religiose della Svizzera italiana, Lugano, Giuliano O. In Generazioni luganesi in un luogo vivente, Lugano, , p. In particolare secondo il catechismo romano dal quinto e dal settimo comandamento. Libro secondo: catechismo maggiore, Lugano, , domande Si intende qui l'istruzione di base, non quella catechistica.

    Per ulteriori informazioni biografiche riguardanti la gerarchia ecclesiastica della diocesi di Lugano rimandiamo al recente volume di Helvetia Sacra, vol. Vale la pena di citare il testo dell'articolo: "Quis emigrationem tot fidelium nostrorum, praesertim vallium, in terra songinquas non videt? Quidam egestate compulsi, pluriores vero solummodo lucri causa, terras alienas petunt, ibique perpetuo degunt. Un repertorio dei principali lasciti beneficiari a livello parrocchiale, di certo non completo ma significativo, sembrebbe possibile a partire dai materiali presenti nell'Archivio Vescovile di Lugano.

    Sulle conferenze di S. Vincenzo in Ticino, la cui storia resta in parte sconosciuta, si vedano: Conferenza di S. Resoconto Annuale della Conferenza di S. Lorenzo in Lugano Anno I, Lugano, , 10 p. Vincenzo 21 V , Locarno, , 40 p. Sessantesimo Numero unico, Lugano, , 16 p. Monitore ecclesiastico, III , p. Intervento del vescovo in merito in Monitore ecclesiastico, III , p.

    XXIII, p. Ne accenna brevemente F. Un sacerdote della diocesi di Lugano mons. Noseda, il futuro vicario generale, durante la prima guerra mondiale ebbe l'incarico di visitatore dei prigionieri di guerra nelle nazioni belligeranti. Si veda la sua nomina nella Settimana religiosa di Lugano, VI , no 1, p. Abbiamo accennato a questa crisi diocesana, seppure in modo incompleto, nel nostro articolo La "crisi diocesana" e Giuseppe Motta, in Bollettino dell'Associazione per la storia del movimento cattolico nel Ticino, numero speciale del Risveglio, XCIV , n 7 8, p.

    All'inizio dell'anno successivo venne sostituito da mons. Monitore ecclesiastico, II , p. Alla lettera fa seguito lo statuto in 12 punti dell'Associazione. Curiosamente A. Fa eccezione la clinica di Moncucco, sorta alla periferia urbana nel per servire, oltre che di ricovero, da struttura medica alternativa al tanto deprecato vecchio ospedale di Lugano.

    Nell'elenco che segue abbiamo rinunciato ad una differenziazione interna a causa della natura promiscua della maggior parte degli istituti. Strettamente legato al problema degli anziani vi era il problema degli invalidi: le considerazioni fatte per la prima categoria di persone valgono in larga parte anche per la seconda. Descrizione dettagliata delle procedure che portarono alla fondazione nel Cenno storico sulle origini dell'Ospedale Bleniese con brevi note biografiche dei Fondatori Sacerdoti Del Siro e Bontadina, Massagno Lugano, , 40 p; si veda inoltre L' Ospedale Maria Ausiliatrice.

    Il progetto iniziale dell'Unione Apostolica del Clero Bleniese ne prevedeva, per ragioni economiche, solo 8. Furono le Suore di Menzingen a chiedere di aumentarne il numero. Ricovero per gli inabili al lavoro Bellinzona. Il primo decennio di vita , Bellinzona, , 31 p. Riguardo alla data di apertura le fonti non sono concordi. Secondo A. II, p. Teucro A. Non contiene particolari informazioni storiche la recente pubblicazione Istituto Santa Croce Faido.

    Casa per anziani della Leventina, Rivera, [], 48 p. Da notare che nel l'Ospedale Santa Croce, assieme all'Ospedale distrettuale, venne assunto dall'Ente ospedaliero cantonale. Don Giovanni Guggia , originario del Malcantone, fu parroco prevosto di Gordola dal al Unica notizia in E. La Clinica Luganese.

    Cenni storici in occasione del Cinquantesimo di sua Fondazione , Lugano Stazione, [], 27 p. Gli antichi ospedali quali quello di Lugano avevano infatti una funzione promiscua. Notizie sulle disposizioni testamentarie nel Monitore officiale ecclesiastico, IX , p.

    Dati storici e notizie, Bellinzona Lugano, , p. Il Ricovero S. Don G. Cenni storici di venti anni di sua fondazione , Lugano, , 27 p. III p. Il Ricovero Ospedale S. Bacciarini era il rappresentante. Notizie in A. Ricovero Erminio von Mentlen per l'infanzia abbandonata , Bellinzona, , n. Occorre notare che le diverse fonti che si sono occupate della storia dell'Opera Maghetti presentano alcune incongruenze quanto a fatti e date.

    Monitore officiale ecclesiastico, XVI , p. Notizie sulla culla in A. Istituto S. Eugenio di Locarno , s. L'istituto aveva sede nell'edificio del soppresso convento dei SS. Sebastiano e Rocco. In quello stesso edificio negli anni precedenti aveva trovato sede un altro istituto cattolico, il collegio di S. Giuseppe, sul quale si sofferma R. Giuseppe, in Bollettino dell'Associazione per la storia del movimento cattolico nel Ticino, numero speciale del Risveglio, XC , n 10 11, p.

    Si vedano: E. In Ticino nel corso degli anni vennero aperti diversi pensionati "cattolici", il cui carattere caritativo resterebbe da verificare. Sul sanatorio si vedano: Sanatorio bambini Medoscio. Rapporto I anno di esercizio , Lugano Stazione, , 31 p. Vitale], Parma, , 16 p. Vitale, , n. E il noto autore delle "Note storiche religiose" delle chiese del locarnese, oltre che di un cospicuo numero di opuscoli devozionali.

    Sull'ospedale ricovero di Valle Maggia si veda soprattutto B. Si vedano anche: Cevio 23 24 Settembre Festa di beneficenza pro Ospedale Ricovero di Vallemaggia. Numero unico, Locarno, , n. Sull'ospedale distrettuale di Faido si vedano: G. L'istituendo Ricovero Ospedale leventinese in Faido, Locarno, , 79 p. Faido , Bellinzona, , 49p. Memoria commemorativa del 25 anno di fondazione e dell'inaugurazione dell'asilo dei ciechi in Lugano Ricordone Fondazione Juan A. Bernasconi , Lugano, , 63 p.

    Sull'ospedale di Lugano cfr. Dati storici e notizie. Pubblicato per cura del Comune di Lugano, Bellinzona Lugano, , p. XXV della fondazione 12 ottobre , Lugano, , 14 p. Cenni storici cenni descrittivi dati finanziari organizzazione note statistiche, Milano, , p. RISI, Ricovero distrettuale per i vecchi. Asilo vecchiaia Caccia Rusca in Morcote. In: Pro Senectute, XI , n 4, p. Sanatorio popolare cantonale Piotta. L'assistenza alla vecchiaia nel Cantone Ticino.

    Per i nostri vecchietti. In: Pro Senectute, IX , no 3, p. Cenni storici cenni descrittivi dati finanziari organizzazio ne note statistiche. Milano, Stabil. Lito Tipografico G. Abbiati, , p. In: Pro Senectute, XI , no 4, p. L'Asilo ricovero San Donato Intragna. Il problema della vecchiaia e l'Ospedale Ricovero di Vallemaggia. In: Pro Senectute, V , no 2, p. Della pubblica assistenza. Considerazioni economiche, giuriche e statistiche in rapporto alle particolari condizioni del Cantone e seguite da un progetto di legge. In: Della Pubblica assistenza nel Cantone Ticino, p. Croce Verde Lugano Lugano, Edizione Croce Verde, , p.

    Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera italiana. Lugano, Tipografia e libreria cattolica di Giovanni Grassi, , p. Contributo sulle organizzazioni scolastiche ticinesi: l'opera della Congregazione delle Suore insegnanti di Santa Croce di Menzingen. Il centenario del collegio di S. Eugenio a Locarno In: Bollettino dell'Associazione per la storia del movimento cattolico nel Ticino, numero speciale del Risveglio, XCI , no 7 8, p.

    Cantone Ticino Svizzera. In: Pro Senectute, I , no 1, p. Problemi Regionali e Comunali. Base tecnica, finanziaria e giuridica. Con 3 tavole di Piani. Locarno, Tip. Pedrazzini, , 79 p. L'Ospedale San Giovanni di Bellinzona. Bellinzona, Edizioni Casagrande, , p. Bellinzona, Torriani S. Tipografia Offset, , 42 p. Il Vescovo Aurelio Bacciarini. Ricovero ed assistenza dei Vecchi nel Cantone Ticino. L'opera della Religione. In: Pro Senectute, IX , no 1, p. Massagno Lugano, Tipografia Opera S.

    Agostino, , 40 p. Vincenzo 21 V Locarno, Pedrazzini, , 40 p. Lugano, La Buona Stampa, , 59 p.

    Glossario di informatica umanistica (GloDIUm) | Filologia Risorse informatiche

    Ottocento ticinese. Numero unico. Vito Carminati, , n. XXV della fondazione 12 ottobre Lugano, S. Tipografia Editrice, , 14 p. L'Ospedale Civico di Lugano. Pubblicato per cura del Comune di Lugano. Bellinzona Lugano, S. Lugano, Edito dalle patronesse del Nido d'Infanzia, s. Cenni storici in occasione del Cinquantesimo di sua Fondazione Lugano, s. Storia religiosa del Cantone Ticino. Lugano, Tipografia La Buona Stampa, 42, 2 vol. Rescoconto Annuale della Conferenza di S. Lorenzo in Lugano Anno I. Lugano, Tip. Vescovile di Giov. Grassi, , 10 p. Lugano, 30 giugno Evoluzione e sviluppo dei servizi della salute nel Canton Ticino in relazione alla situazione demografica e socio economica.

    Bellinzona, Istituto Editoriale Ticinese, , p. Saggi Tesi Documenti 5. Lugano, Tipografia La Buona Stampa, , 16 p. Bellinzona, Tipografia e Litografia Eredi C. Anna in Roveredo Grigioni ai Sostenitori e Benefattori delle opere guanelliane. Mendrisio, Tipografia Marazzi, , 32 p. Bellinzona, Arti Grafiche A. Salvioni, [], n. Il primo decennio di vita Notizie sul Cantone Ticino.

    Bellinzona, Istituto Editoriale Ticinese, , 3 vol. Lugano, Credito svizzero, , p. Don Luigi Guanella e la Sua Opera. I Vol. La diocesi di Como, l'arcidiocesi di Gorizia, l'amministrazione apostolica ticinese, poi diocesi di Lugano. La "Villa Riposo" di Sonvico e l'assistenza dei vecchi a domicilio. Ospedale Ricovero Malcantonese a Castelrotto. In: Pro Senectute, XI , no 2, p. Bellinzona, s. Pietro Canisio Opera Don Guanella da 60 anni a servizio dell'educazione speciale.

    Vitale, Istituto Canisio, , n. Mendrisio, Tipo Print, s. L'ospedale psichiatrico cantonale di Mendrisio in Casvegno Canton Ticino. Cenni storici, illustrativi, descrittivi. Note statistiche. Dati finanziari. L'Assistenza dei vecchi nel cantone Ticino. Locarno e il suo ospedale dal ai nostri giorni. Locarno, Raimondo Rezzonico, , 99 p. Anni Lugano, Tipografia succ. Cenni storici di venti anni di sua fondazione Lugano, Tipografia di Cesare Mazzuconi, , 27 p. Lugano, Tipografia Garbani, , 49 p. Agli abitanti ed amici della Valle di Blenio in occasione della festa del suo XL.

    Passato, presente e prospettive dell'assistenza socio psichiatrica nel Cantone Ticino. Mendrisio, s. Mendrisio, Arti Grafiche Gaggini Svanascini, , p. Casa per anziani Fondazione Caccia Rusca Morcote Pensieri sull'assistenza dei poveri. La Casa dei Vecchi a Locarno. Lugano Stazione, Tip. Lugano, Mazzuconi, , n. Bellinzona, Arti grafiche Salvioni, , n. Faido In: Pro Senectute, X , no 2, p. Bellinzona, Rocco di Morbio Inferiore. In: Pro Senectute, XV , no 1, p.

    Gordola, Genet, , n. Ricovero distrettuale per i vecchi.

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    Fondazione Antonio Torriani fu Leopoldo Mendrisio. In: Pro Senectute, X , no 4, p. La Vecchiaia nelle vallate Luganesi. In: Pro Senectute, IX , no 2, p. Rapporto anno I. Annuario Sacro della Diocesi di Lugano. Lugano Bellinzona, Grassi, , p. La Diocesi di Lugano. Guida del clero. Lugano, La Buona Stampa. I vecchi nel Ticino e l'opera "Per la vecchiaia". Il "Solarium" di Gordola. In: Pro Senectute, XV , no 3, p. Eugenio di Locarno Monitore Officiale della Diocesi. Memoria commemorativa del 25o anno di fondazione e dell'inaugurazione dell'asilo dei ciechi in Lugano Ricordone Fondazione Juan A.

    Il Cantone malato. Prefazione di Franco Della Peruta. Lugano, Edizioni Fondazione Pellegrini Canevascini, , p. Quaderni di storia del movimento operaio nella Svizzera italiana 7. Anche i governanti ticinesi condivideva no le opinioni allora dominanti che fosse pericoloso e controproducente per lo Stato assumere troppo estese funzioni assistenziali e che non fosse lecito, se non in circostanze eccezionali, promuovere una politica di incisivi interventi sociali. Basti dire che fino alla fine del secolo la pratica del mantenimento a rotazione degli indigenti da parte di alcune famiglie sussistette in diversi comuni, senza contare gli innumerevoli litigi legati all' attribuzione di poveri "contestati" 2.

    Anche la disposizione di legge che prevedeva l'istituzione di un fondo comunale dei poveri che sarebbe stato alimentato coi proventi delle multe e delle tasse di naturalizzazione fu largamente disattesa, se si considera che verso la fine del secolo solo 43 comuni su l'avevano applicata; neppure la Legge comunale del che proibendo di mendicare al di fuori del proprio comune negava implicitamente il carattere obbligatorio dell'assistenza e che stabiliva che i mendicanti fossero ricondotti al loro comune che avrebbe potuto obbligarli a lavorare produsse grandi cambiamenti.

    All' interno del Consiglio di Stato fu poi creata una commissione cantonale di beneficenza, mentre facilitazioni come l'esenzione delle spese giudiziarie furono accordate a poveri e orfani. Da notare tra l'altro che, dal punto di vista politico, fino al in Ticino esistette il suffragio censitario: dunque i poveri ma anche molte persone di reddito medio e medio basso nei primi sessant'anni di vita del nostro cantone non furono considerati cittadini attivi.

    Le pesanti conseguenze sul piano sociale furono aggravate dalla malattia delle patate, che in quegli stessi anni avrebbe spopolato l' Irlanda. Il 27 novembre veniva poi emanata la prima legge ticinese sull'assistenza, che confermava il principio dell'obbligo del comune di mantenere i propri attinenti assolutamente poveri ed incapaci al lavoro.

    Turconi , che fungeva da Ospedale cantonale, fu esentato dalle imposte sulla rendita in questa prospettiva. Negli stessi anni il Consiglio di stato istituiva dieci borse di studio per sordomuti poveri. Negli anni Ottanta furono poi accordati sussidi cantonali all'istituto per discoli del Sonnenberg e successivamente agli asili infantili riconosciuti dal cantone.

    Un progetto di legge del che prevedeva il passaggio degli oneri al comune di domicilio dopo vent'anni di permanenza non ebbe seguito, come pure due mozioni del decennio successivo, una delle quali proponeva addirittura il trasferimento completo degli obblighi al comune di residenza: i tempi non erano decisamente ancora maturi. Da notare intanto che, a livello internazionale, la Germania negli anni Ottanta inaugurava per prima una moderna politica sociale, con una serie di leggi sull'assistenza, sull'assicurazione malattia, sull'assicurazione infortuni e sulle pensioni 9.

    In questi anni fu elaborato anche il progetto di riforma della legge sull'assistenza, che dopo un iter travagliato sarebbe stato votato nel gennaio del Dal alla seconda guerra mondiale: avanti a piccoli passi. Si assistette in questo periodo a un timido sviluppo della legislazione sociale federale, per esempio all'adozione della legge sull'assicurazione malattia del e all'accettazione del principio dell'AVS nel ma la legge deve attendere il Torniamo alla nuova legge sulla pubblica assistenza del Bisogna per contro segnalare la maggior preoccupazione per i fanciulli, di cui si provvedeva al collocamento, la frequentazione di una scuola e l'apprendimento al lavoro.

    Sul piano cantonale la legge sull'assistenza del pur apportando alcuni miglioramenti non aveva potuto sopprimere che parzialmente gli abusi ricorrenti a livello comunale e di cui troviamo diverse tracce; il governo deplorava tra l'altro il fatto che i comuni tendessero a largheggiare sugli aiuti rimborsabili a confederati e forestieri, lesinando invece su quelli ai ticinesi.

    All'inizio degli anni Venti la creazione del Sanatorio cantonale di Piotta, in seguito, permise di venire incontro ad un' altra categoria sfavorita; in questo stesso periodo si riprese a discutere della legge sull'assistenza, che fu l'oggetto nel di due votazioni popolari. Veniva inoltre costituito un fondo cantonale di Ogni comune era peraltro tenuto esplicitamente e, visti i precedenti, questa disposizione non era certo superflua ad istituire un Fondo d'assistenza con capitale dichiarato intangibile alimentato oltre che da tasse di attinenza e multe, dalle quote spettanti ai comuni sulle tasse di successione.

    Ben presto i tempi, complice la guerra e la delicata situazione sociale derivantene, furono maturi per un passo successivo, che per la prima volta avrebbe posto il Ticino all'avanguardia rispetto ad altri cantoni Dopo un lavoro preparatorio di vari mesi la CST il In Ticino nell'immediato dopoguerra a livello cantonale non si registrano subito particolari progressi nella legislazione sociale.

    Sono ancora le organizzazioni sindacali che, con le loro azioni e anche con una serie di scioperi piuttosto importanti tra cui quello dei falegnami nell'estate del , durato ben tre mesi riescono in alcune professioni a migliorare le condizioni di lavoro e gli stipendi. Senza alcuna pretesa di completezza vediamo ora in sintesi alcune delle principali tappe della costruzione dello Stato sociale nel Ticino.

    Nella votazione del Il La Legge cantonale sugli assegni familiari ai salariati LAF viene dunque adottata il 22 luglio Nel entra in funzione il Servizio Sociale Cantonale, con una serie di assistenti sociali a disposizione dei vari enti statali e privati. Negli anni seguenti vengono poi istituiti altri servizi sociali: quello del Penitenziario nel , il Servizio psico sociale SPS e il Servizio medico psicologico SMP nel si tratta di una suddivisione del vecchio SIM il Servizio di Patronato nel , ecc.

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